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Qui sotto è possibile vedere e ascoltare il video della call #nonseisola dedicata al lavoro riproduttivo all’epoca del Covid 19, di domenica 29/03/20, da cui sono emerse riflessioni e spunti per comprendere la fase che stiamo attraversando e guardare al domani. Durante la seconda delle nostre chiamate collettive abbiamo concentrato la discussione sul lavoro riproduttivo, ossia tutto ciò che concerne il lavoro domestico, il seguire i figli, il lavoro di cura, che vede impegnate principalmente le donne e che – ancora più in questa fase – impone un carico fisico e mentale difficile da sostenere. Uno sbilanciamento ancora troppo spesso raccontato come “normale” dalla retorica patriarcale e che durante l’emergenza sanitaria non ha fatto che aggravarsi, sovrapponendosi in alcuni casi totalmente alla vita professionale delle donne.

A partire dalla chiusura delle scuole che ha costretto tante madri a scegliere se mantenere o meno il proprio lavoro per accudire i figli e seguirli nei compiti a casa, passando per le difficoltà che stanno attraversando molte donne – spesso migranti, frequentemente lavoratrici in nero – impegnate nell’ambito della cura alla persona, è emerso ancora una volta che saranno proprio le donne le prime a pagare le conseguenze di una crisi sanitaria e sociale. Dove c’era violenza domestica, a fronte della necessaria chiusura tra le mura di casa per limitare il contagio, essa non potrà che inasprirsi. Dove c’era diseguaglianza sociale essa non potrà che aumentare. E le misure che il decreto “Cura Italia” ha messo in campo non andranno certo a incidere su una situazione strutturale che di per sé alimenta queste diseguaglianze.

La discussione ci è stata utile per confrontarci e comprendere le problematiche comuni, per mettere in luce le paure e la voglia di non accettare una situazione troppo spesso data per scontata, ma anche per offrire una chiave di lettura femminista e immaginare delle soluzioni per il futuro. Si dice che la malattia possa colpire tutti in modo uguale. Se questo è vero, di certo non è vero che uguali per tutti sono gli strumenti a disposizione per far fronte alla situazione. Ecco perché siamo sempre più convinte che un reddito svincolato dal lavoro per garantire l’indipendenza economica a tutte/i sia la chiave per la fuoriuscita dalla violenza, fisica e strutturale, che ci impone questa società.

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