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Nel corso di questi mesi di lockdown non abbiamo potuto fare a meno di domandarci quanto l’emergenza sanitaria abbia influito sull’accesso alle cure per le donne, anche con riferimento all’IVG. Infatti, se già normalmente in Italia il percorso di interruzione di gravidanza rischia di trasformarsi in un giro dell’oca tutt’altro che divertente – costellato di innumerevoli intralci rappresentati da un elevatissimo numero di medici obiettori e consultori animati da associazioni anti-abortiste –, con l’emergenza sanitaria in corso l’accesso alle cure è diventato ancora più ostico.

Cos’è cambiato per tutte quelle donne che durante il lockdown hanno avuto necessità di rivolgersi alle strutture pubbliche per tutelare il proprio diritto alla salute?
Cos’è cambiato nel normale lavoro delle operatrici e degli operatori sanitari?
Quali servizi hanno continuato ad essere garantiti (non solo “sulla carta”) e quali invece sono stati reputati sacrificabili?
Quali misure sono state adottate per garantire empatia ed umanità alle pazienti nonostante il distanziamento fisico ed i presìdi necessari per evitare il contagio?

Per rispondere a queste ed altre innumerevoli domande abbiamo deciso di sfruttare gli strumenti tecnologici in nostro possesso e dar vita ad un incontro in diretta nel corso del quale proveremo ad indagare la situazione circostante, adottando una doppia prospettiva: territoriale e nazionale.

Abbiamo infatti pensato di rivolgere alcune domande ad operatrici ed operatori sanitarie/i impegnate/i nelle strutture pubbliche situate nel nostro territorio per comprendere quanto, nella nostra Provincia, il diritto alla salute e l’accesso alle cure siano stati compromessi dall’emergenza sanitaria tutt’ora in essere.

Sul piano nazionale, invece, abbiamo accolto con grandissimo entusiasmo la campagna S.O.S. ABORTO lanciata da Obiezione Respinta, NON UNA DI MENO ed IVG, ho abortito e sto benissimo, attraverso la quale si intendere cogliere l’occasione che questa emergenza sanitaria ci offre per compiere grandi passi avanti in materia di interruzione volontaria di gravidanza. Per questo motivo Obiezione Respinta sarà ospite della diretta per approfondire i punti della campagna S.O.S. ABORTO e per aiutarci a costruire un quadro completo di cosa abbia significato ricorrere all’IVG ai tempi del COVID-19.
Riteniamo infatti che i punti della campagna S.O.S. ABORTO (abolizione della settimana di riflessione, somministrazione della RU486 nei consultori e fino alla nona settimana, rifinanziamento dei consultori) possano rappresentare un ottimo punto di partenza ed, appunto, una proficua occasione per svecchiare la normativa italiana in materia di IVG ed abbattere definitivamente lo stigma che ancora troppo spesso si riversa sulle donne che decidono di ricorrere all’aborto.

Sabato 16 maggio alle ore 16 partecipa alla diretta per raccogliere informazioni utili e ragionare tutt* insieme sulle rivendicazioni che, a partire da domani, vogliamo mettere in campo per tutelare la salute e l’accesso libero e gratuito alle cure per tutte e tutti.

Diritto alla Salute Femminile e Accesso all'IVG

Cos’è cambiato per tutte quelle donne che durante il lockdown hanno avuto necessità di rivolgersi alle strutture pubbliche per tutelare il proprio diritto alla salute? Cos’è cambiato nel normale lavoro delle operatrici e degli operatori sanitari? Quali servizi hanno continuato ad essere garantiti (non solo "sulla carta") e quali invece sono stati reputati sacrificabili? Quali misure sono state adottate per garantire empatia ed umanità alle pazienti nonostante il distanziamento fisico ed i presìdi necessari per evitare il contagio?Lo scopriamo assieme a Caterina di Obiezione Respinta

Publiée par Non una di meno Alessandria sur Samedi 16 mai 2020

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