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Fuori la propaganda anti abortista dall’Ospedale di Alessandria

Propaganda anti abortista all’interno dell’Ospedale Santi Antonio Biagio e Arrigo di

Alessandria.

Chiesta alla direzione la rimozione dei materiali: “All’interno di uno spazio di sanità pubblica

siano sempre rispettati e tutelati i diritti previsti dalla legge.”

Abbiamo ricevuto la segnalazione, da parte di una donna, della presenza all’interno dell’Ospedale
Santi Antonio Biagio e Arrigo di Alessandria di una bacheca che espone materiali del Movimento
per la Vita e del Centro di Aiuto alla Vita, accompagnati da una locandina che invita a rivolgersi a
questi soggetti in caso di difficoltà durante una gravidanza.
Alla segnalazione erano allegate anche fotografie della bacheca.
Non si tratta di volantini presenti nello spazio pubblico cittadino, ma di materiali collocati
all’interno di un luogo di sanità pubblica. Ed è proprio questo il punto.
La legge 194/1978 garantisce alle donne il diritto di rivolgersi al servizio sanitario pubblico anche
per l’interruzione volontaria di gravidanza. Un diritto che deve essere accompagnato da
informazioni complete, corrette e non orientate.
La bacheca in questione propone invece un’informazione parziale, che indirizza verso realtà con
una posizione esplicitamente contraria all’aborto, senza restituire l’insieme delle possibilità previste
dalla legge.
In uno spazio pubblico di cura, l’informazione deve essere chiara, completa e rispettosa
dell’autodeterminazione delle donne. Non può essere affidata a soggetti che portano avanti una
visione ideologica, né può omettere diritti garantiti per legge.
Ricordiamo che le donne che vivono una gravidanza con difficoltà possono e devono poter trovare
risposta nei consultori e nelle strutture sanitarie pubbliche, che hanno il compito di garantire
percorsi di informazione, sostegno e accesso ai servizi nel rispetto della normativa vigente.
Quello che segnaliamo non è un episodio isolato, ma si inserisce in un processo più ampio di
ingresso di soggetti portatori di posizioni ideologiche all’interno dei luoghi pubblici di cura, con il
rischio concreto di orientare e limitare l’accesso a informazioni e servizi che dovrebbero invece
essere garantiti in modo completo, senza condizionamenti.
Per questo abbiamo chiesto alla Direzione dell’Ospedale di rimuovere dalla bacheca le locandine e
le brochure presenti.
È una questione di diritti, di accesso all’informazione e di responsabilità delle istituzioni pubbliche.
Confidiamo in una risposta rapida da parte della struttura, che intervenga per cancellare ogni
ambiguità, garantendo che all’interno di uno spazio di sanità pubblica siano sempre rispettati e
tutelati i diritti previsti dalla legge.

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