Ogni volta che una voce dice “no” e viene ignorata, ogni volta che una donna viene uccisa, ogni volta che si cerca di ridurre la nostra libertà a norme, permessi e silenzi, sentiamo bruciare dentro di noi le ferite prodotte da una cultura che vuole controllare, piegare e cancellare. È un dolore che non accetta più di restare muto, ma che pretende di farsi rumore.
Le nostre strade, le nostre piazze, i nostri corpi sono stati attraversati dal silenzio troppo a lungo. Silenzio sulle violenze quotidiane. Silenzio sulle leggi che vogliono cancellare il consenso, su quelle che ostacolano l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
Silenzio proprio dove si dovrebbe parlare di desideri, di limiti e di rispetto.
L’8 marzo è il giorno in cui rompiamo il silenzio più cupo con la nostra voce che diventa un coro.
È il giorno in cui mettiamo in piazza rabbia, desiderio, forza collettiva.
Sappiamo che il consenso è una pratica, una parola viva, una cultura da costruire.
Sappiamo che l’educazione sessuo-affettiva è prevenzione concreta, è libertà, è lo strumento più potente che abbiamo contro la violenza.
Sappiamo che la violenza non è improvvisa, non è un’eccezione. Nasce proprio nel silenzio, nelle relazioni che non insegnano il rispetto, nel mondo che rimuove i confini e trova sempre una giustificazione per chi li viola.
L’8 marzo scendiamo in piazza perché la violenza maschile è strutturale e così deve essere anche la nostra risposta.
La nostra rabbia è politica, la nostra lotta è collettiva, la nostra voce diventa forza quando si leva insieme.
Per ogni femminicidio, per ogni ragazza che osa dire “no”, per ogni corpo che reclama autonomia e rispetto. Non chiediamo permesso, rivendichiamo spazio. Intrecciamo rabbia e cura, memoria e futuro
Per chi non ha più voce. Per chi lotta ogni giorno per educare, proteggere e prevenire.
E per noi, che siamo qui, adesso. E ci vogliamo vive e libere.
Stop al DDL Bongiorno e al DDL Valditara!
8 marzo
Alessandria, Piazzetta della Lega
Ore 16.00

