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Lunedì 16 novembre ADL Cobas e Casa delle Donne insieme alle lavoratrici delle pulizie dell’Ospedale di Alessandria hanno dato vita ad un presidio sotto la Prefettura al fine di portare a conoscenza, anche delle istituzioni, le richieste già avanzate alla Team Service (ditta appaltatrice delle pulizie in ospedale) in merito alla prevenzione da Covid-19.

Nonostante sia emerso fin dai primi contatti con le lavoratrici quanto il loro ambiente lavorativo sia intriso di iniquità ed ingiustizie, il sindacato ADL Cobas ha deciso di concentrare le proprie azioni in questa fase sulle rivendicazioni relative all’emergenza sanitaria ed alla tutela della salute.

La situazione in cui lavorano le dipendenti Team Service all’interno dell’ospedale presenta forti elementi di insicurezza e assenza di misure di prevenzione idonee. Per questo sono stati individuati in particolare tre punti, portati anche all’attenzione della Prefettura durante il presidio del 16 Novembre:

  • la richiesta di tamponi per tutte – considerato che le lavoratrici delle pulizie lavorano nella struttura ospedaliera ma non sono mai state sottoposte a tamponi e/o test sierologici da marzo ad oggi, a differenza di quanto avviene per altre categorie lavorative presso l’ospedale;
  • la pretesa di una fornitura di DPI in misura sufficiente e adeguata;
  • la richiesta di adibire a spogliatoi locali diversi da quelli attualmente in uso in quanto, ad oggi, gli spogliatoi delle lavoratrici si trovano in posizione adiacente rispetto al nuovo “ascensore covid”.

Abbiamo accolto con favore le parole del Direttore Generale dell’Ospedale di Alessandria che, in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, ha riferito che l’Azienda Ospedaliera stessa ha inviato una lettera di diffida alla Team Service affinché provveda ad adempiere alle richieste delle lavoratrici in merito ai tamponi.
Tuttavia, il Direttore Centini ha ritenuto di smentire il terzo punto individuato da ADL Cobas e dalle lavoratrici del settore pulizie, ossia quello relativo agli spogliatoi, spiegando come non vi sia sovrapposizione tra gli spogliatoi delle addette e il corridoio di isolamento Covid-19.

Ora, ben può darsi che ci siano state spiegazioni approssimative in riferimento alla collocazione degli spogliatoi e che, pertanto, da ciò siano conseguiti alcuni fraintendimenti, ma non si può negare la contingenza esistente tra lo spogliatoio delle lavoratrici e la porta dell’ascensore covid.

Infatti, come testimoniano le stesse lavoratrici che ogni giorno attraversano gli spazi ospedalieri per entrare in servizio e come possiamo dimostrare attraverso materiale video, la porta di ingresso che conduce agli spogliatoi (dopo la quale le lavoratrici devono percorrere ancora una rampa di scale) e l’ascensore Covid si trovano a pochissimi metri di distanza. Le lavoratrici sono costrette ad attraversare una parte di corridoio che ospita il passaggio di pazienti positivi per poter raggiungere i propri spogliatoi, spesso trovandosi in quell’area in concomitanza con infermiere/i potenzialmente contaminati che entrano e escono con le ambulanze. In più le lavoratrici devono attraversare questo spazio ovviamente indossando gli indumenti non da lavoro, con cui entrano e poi escono dalla struttura ospedaliera. Una situazione che preoccupa non poco le stesse lavoratrici, le quali temono di vedere ulteriormente la propria salute a rischio.

Siamo certe che alla base della smentita avanzata dal direttore generale dell’Ospedale di Alessandria ci sia un grande fraintendimento e confidiamo nel fatto che si voglia andare nella medesima direzione, con il solo e unico scopo di tutelare al meglio la salute delle lavoratrici, dei loro affetti nonché dei/delle pazienti dell’Ospedale di Alessandria.

ADL Cobas Alessandria

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