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A inizio luglio, poco dopo l’insediamento del nuovo sindaco della nostra città, abbiamo sciolto il presidio con cui per due lunghi mesi abbiamo impedito l’esecuzione dello sgombero della Casa delle Donne. L’abbiamo fatto in ragione delle promesse e delle prese di posizione assunte in campagna elettorale da Giorgio Abonante.
Nella mattinata di lunedì 18 luglio abbiamo incontrato il Sindaco Giorgio Abonante e l’Assessore alle politiche sociali Giorgio Laguzzi per iniziare a discutere del futuro della Casa delle Donne.

Durante l’incontro abbiamo ricevuto rassicurazioni rispetto al rischio che il procedimento di sgombero, che continua a pendere sulla testa della Casa, sia al momento scongiurato. Sappiamo bene che la proprietà della struttura non fa capo al Comune, ma sappiamo con altrettanta certezza che una presa di posizione netta da parte dell’Amministrazione Comunale può invertire la rotta ed evitare l’intervento della Forza Pubblica.

Sindaco ed assessore si sono detti disponibili ad aprire un tavolo di trattative per dare vita ad un iter che abbia come obiettivo l’assegnazione dell’ex asilo Monserrato e il riconoscimento dell’esistenza della Casa delle Donne come spazio di autodeterminazione e produzione di pensiero e contrasto alla violenza di genere.

Consapevoli che l’iter burocratico che condurrà all’assegnazione della Casa delle donne non si concluderà in tempi brevi, abbiamo avanzato una prima esplicita richiesta: rivogliamo l’acqua!
Sono infatti passati più di due anni, peraltro in piena pandemia, da quando la Commissaria Barbara Rizzo, deputata alla ricostruzione dei bilanci dell’ex Ipab (nonché allo sgombero della Casa), ha ordinato ad Amag di interrompere la fornitura di acqua. In questi due anni, non ci siamo mai arresə e abbiamo proseguito con le nostre iniziative, nonostante il disagio e la fatica nel rifornirci di un bene così essenziale come l’acqua. Il sindaco e l’assessore Laguzzi hanno espresso la volontà di risolvere la situazione intervenendo con Amag per procedere al riallaccio dell’acqua.

Aspettiamo che alle parole seguano i fatti, nella speranza che la Casa possa tornare, da settembre, nel pieno delle sue attività, con l’acqua allacciata.
Intanto non abbassiamo la guardia e rimaniamo prontə a fare quanto sarà necessario per difendere l’esperienza della Casa delle Donne!

Nel frattempo non si fermano i preparativi per il carro favoloso e indecoroso con cui attraverseremo il secondo Pride alessandrino per gridare la nostra esistenza, la nostra rabbia e il nostro desiderio! Vi aspettiamo sabato 23 luglio alle 18.30 in corso Crimea!

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Lo Spazio Accoglienza della Casa è aperto
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Tutte le attività, i laboratori e gli sportelli sono gratuiti.
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